La questione della “verità”, sebbene spesso in modo sotterraneo, attraversa il panorama filosofo contemporaneo. Ciò che si rileva è che sia quando si affermi l’incontrovertibile, sia quando lo si neghi, prevale per motivi diversi la convinzione che non sussista un ambito veritativo tra l’assoluto stare della verità e il movimento che caratterizza la “vita” considerata puramente in se stessa o, detto diversamente, tra la “verità” e l’“opinione”. Se le cose stessero così, la sfera che include la conoscenza non incontrovertibile e le varie forme della prassi, che costituisce il concreto vivere dell’“uomo” nel mondo, sarebbe interamente fuori della verità. Per dare forma a un tale ambito veritativo deve essere posta una domanda essenziale, a cui il libro ha inteso dare risposta: se la verità è niente di meno dell’“incontrovertibile”, qual èl a verità (l’aspetto di verità) di ciò che, non rispecchiando tale assolutezza (ad esempio: l’interpretazione, la fede, l’agire), può essere chiamato “non verità”? Viene a essere giustificato in tal modo anche il concetto, sovente semplicemente presupposto, di verità finita.
EAN
9788846750150
Data pubblicazione
2017 11 09
Lingua
ita
Pagine
158
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
238
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
280
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