L'edificio era di mattoni rossi e non si poteva certo chiamarlo casa: è vero che era stato progettato, ne era stata iniziata la costruzione, ma era rimasto poi così, a metà, di soli mattoni grezzi fino all'inizio del primo piano, anch'esso incompiuto e senza il tetto. Vi salivano sopra i ragazzi del borgo, Manfredi, Domenico, Franco, Alfredino... a giocare, a tirar sassi o ciuffi d'erba terrosa, oppure a fischiare senza farsi vedere, quando passava di sotto qualcuna di noi bambine per andare a prendere l'acqua fresca alla fonte del borgo o a fare qualche commissione. Probabilmente non era stata terminata per uno sbaglio iniziale, perché troppo addossata alla casa di fronte, o per altri motivi che non conosco, fatto sta che era rimasta così, a mezzo, ed era servito subito da abitazione al piano terreno, sia durante la guerra che dopo. A volte, quando passavo, se la porta della prima stanza era aperta, ne vedevo l'interno, quasi sempre piuttosto buio, credo non ci fosse neppure l'imbiancatura e, a malapena, si distingueva la sagoma di qualche mobile.
EAN
9788846755865
Data pubblicazione
2020 01 09
Lingua
ita
Pagine
139
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
202
Larghezza (mm)
137
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
220
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