Enrico Pea, romanziere, poeta e drammaturgo, e Giovannino Guareschi, umorista e narratore, giornalista e illustratore, vignettista e critico del costume: qui uniti perché incarnano nel '900 modalità diversamente “popolari” di uso della favola, della narrazione favolistico-fiabesca. Pea declina la favola in un modo che potremmo dire cognitivo ed etico-formativo: essa è il necessario orizzonte esemplare, l'avvicinamento alle ombre/ luci della vita umana, lo sconfinamento visionario negli enigmi delle cose e dell'esistere, percezione chiara dell'eterno conflitto fra Male e Bene. Guareschi pratica una letteratura umoristica intrecciata con gli sviluppi dei nuovi media e perciò “popolare”: capace di unire in trasversale un pubblico ampio per varietà di ceti, età, livelli di comprensione. Tale letteratura predilige la forma della favola, dell'apologo, delle vignette satiriche che la accompagnano e a volte la costituiscono tout court, per esprimere una posizione agonistica, critica, verso una realtà politica e sociale che non soddisfa: il Fascismo e la sua propaganda, oppure l'Italia repubblicana in cui le forze politiche sembrano sempre più inclini al compromesso.
EAN
9788846760173
Data pubblicazione
2021 03 29
Lingua
ita
Pagine
147
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
244
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