Una lettura da vivere pagina dopo pagina
«Prete “imboscato” è un modo spregiativo per indicare chi, scegliendo un insegnamento laico o la ricerca scientifica, non svolge un ministero né parrocchiale né curiale. È un giudizio malevolo, che ha troppo pesato e condizionato la mia vita di ricercatore universitario, togliendomi entusiasmo e serenità. Questo mio testamento è un colloquio interiore, un esame di coscienza, tenuto nel mio spirito davanti a Dio. Quasi una pubblica confessione, che anela al perdono, che domando e che offro. Parlo di me, di come ho inteso e vissuto i tempi e gli avvenimenti; e di come ora tutto il mio passato risuoni nel mio ricordo».
«Prete “imboscato” è un modo spregiativo per indicare chi, scegliendo un insegnamento laico o la ricerca scientifica, non svolge un ministero né parrocchiale né curiale. È un giudizio malevolo, che ha troppo pesato e condizionato la mia vita di ricercatore universitario, togliendomi entusiasmo e serenità. Questo mio testamento è un colloquio interiore, un esame di coscienza, tenuto nel mio spirito davanti a Dio. Quasi una pubblica confessione, che anela al perdono, che domando e che offro. Parlo di me, di come ho inteso e vissuto i tempi e gli avvenimenti; e di come ora tutto il mio passato risuoni nel mio ricordo».
Può funzionare bene per studenti.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.