Il Doppio è un allargamento prospettico in grado di coinvolgere tutto lo spazio: è il paesaggio che si raddoppia rovesciato sullo specchio d'acqua di un lago, è l'immagine di una coppia di innamorati ammirati dall'ideale di insieme riflessa sulla vetrina di un negozio. La nostra esteriorità è costituita da due parti giustapposte: il nostro corpo raddoppiato specularmente partendo dall'asse centrale. È la nostra anima separata dal nostro corpo. È il volto che ritroviamo ogni mattina dopo destati quando ci laviamo in bagno. Allora questa nostra visione appartenuta fino a poco tempo prima alla dimensione del sogno si confronta con la cosiddetta realtà, cercando con un trucco, di mascherare le differenze e ristabilire un aspetto apprezzabile. Il doppio quindi è entità riflessa e riflettente, è superficialità e profondità, individualità e proiezione sociale: nella relazione con gli altri noi tendiamo a ricercare il nostro simile e ad allontanare l'altro, il dissimile, l'antagonista. Meno ci conosciamo e più tendiamo a scacciare la parte di noi stessi ignota, repressa, misconosciuta e male/detta proiettandola in un'altra persona nella quale (a torto o a ragione) riconosciamo la nostra stessa diversità. Nel contempo possiamo essere attratti inesorabilmente dalle nostre parti nascoste, in ombra, determinando comportamenti ambivalenti, scissioni, mascheramenti. Ma nel confronto fra dimensione inconscia e conscia la copia che ci appare non sempre è conforme e non è sufficiente detergersi la faccia e un po' di fondotinta per unificare aspetti così differenti... non c'è trucco che possa ingannare; osservare se stessi non coincide per forza a osservare in se stessi. Il tema dell'eterna dialettica degli opposti è rintracciabile, sotto forma di archetipo, in tutta la storia dell'umanità, nell'antichità soprattutto in forma mitologica (Lilith, ninfe, sirene, Daimon, Giano Bifronte, mito androgino di Aristofane), o religiosa, poi nelle favole e leggende popolari (si pensi soltanto all'importanza dello specchio come oggetto magico in "Biancaneve" e "Alice") e in epoche più recenti nella letteratura, soprattutto a partire dal romanticismo, poi nella cinematografia, nel fumetto. Il doppio insomma, si riflette ovunque. Lo possiamo ritrovare o nascondere, velare o svelare perché un'immagine riflessa, appunto, induce a riflettere, è un dispositivo estremamente versatile e si presta a diverse metafore, sociali, psichiche, filosofiche, politiche, culturali, rappresentative. In questa caleidoscopio vengono esposte a riflessione alcuni personaggi prelevate dalla dimensione del mito, messi a confronto con altri miti moderni ripresi dalla letteratura come Frankenstein, il licantropo, il doppelgarger con il suo esponente forse più noto, l'esimio Mr. Hide. Un capitolo a parte cercherà di approfondire alcuni altri elementi ricorrenti nell'indagine sul Doppio come la maschera e l'ombra, "alla luce" degli studi freudiani sul perturbante e di Fairbairn sul sabotatore interno. Insomma, il tema del "Doppio in sé" (diverso dal Doppio da sé) è talmente frequente da potersi considerare come necessario, non essendo sufficiente l'unico a spiegare l'ambivalenza e la complessità umana.
EAN
9788846763754
Data pubblicazione
2022 11 08
Lingua
ita
Pagine
136
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
235
Larghezza (mm)
161
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
270
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Il doppio diviso. Viaggio nell'umana ambivalenza fra mito, letteratura, arte, cinema e fumetto—