Di mestiere, Yann Diener fa lo psicoanalista. Ha tenuto un diario linguistico dal principio di questi anni Venti, pensando di potere fare ancora la differenza tra espressione e comunicazione, ma consapevole che in molti casi distinguere è ormai difficile. Nel suo taccuino ha così annotato parole e modi di dire presi dal gergo dell'informatica e presenti nella lingua di tutti i giorni prima come metafore, adesso come catacresi: "Durante tutta la mia infanzia ho fatto da interfaccia tra i miei genitori"; "Sono sconnesso dalla mia famiglia". Poi le curiose forme di codificazione che popolano il nostro tempo: pin, password, crittogrammi... Con computer e cellulari sotto le dita, chi riflette sul fatto che sono appunto codici informatici a farli 'girare' e a determinare l'espressione? In questo libro spiritoso e amaro, Diener misura conseguenze individuali e collettive di questa deriva. Nel suo celebre LTI, Lingua Tertii Imperii, il filologo Viktor Klemperer mostrò settanta anni or sono come la meccanizzazione del tedesco nel fosco periodo del nazismo aveva reso meccanici atti e pensieri. Yann Diener invita a chiedersi cosa sta succedendo oggi all'espressione nella nostra società globale, la cui lingua è sempre più modellata dall'informatica.
EAN
9788846766502
Data pubblicazione
2023 10 20
Lingua
ita
Pagine
116
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
190
Larghezza (mm)
119
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
148
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