La comprensione di Levinas dell'arte, articolandosi come singolare intreccio di fascinazione e diffidenza, sembra riflettere quell'impareggiabile tensione fra ontologia ed etica che attraversa l'orizzonte della soggettività. In profonda complicità con la dimensione del mito, l'arte disvela la precarietà e l'insensatezza delle categorie ontologiche sulle quali il logos filosofico ha preteso di edificare il magnifico edificio della ragione totalizzante; essa richiama e predispone così il soggetto alla sua autentica vocazione di essere ineliminabile domanda di senso. Spetta al fenomeno della parola il compito decisivo di dischiudere un nuovo dispiegamento etico mettendo in questione lo sguardo narcisistico e idolatrico della soggettività identitaria. La sonorità della parola poetica sarà la forza critica in grado di trasfigurare il volto dell'arte e di condurre il soggetto fuori dalla sua dimora in cammino verso il non abitabile per eccellenza, che è l'altro dal soggetto, annunciando la verità dell'erranza e dell'esilio.
EAN
9788846766526
Data pubblicazione
2023 07 07
Lingua
ita
Pagine
144
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
221
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
19
Peso (gr)
262
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«Un canto sale nel donare». Erranza ed esilio della parola nel pensiero di Emmanuel Levinas—