L'idea di scrivere un testo su Federico II mi è venuta durante una visita a Castel del Monte. Proprio lì, leggendo tra pannelli e didascalie alcune note biografiche su Federico II, scoprii la storia di Enrico, primogenito dell'Imperatore, e della sua tragica fine. In realtà, non sappiamo con certezza come morì, ma la leggenda del "folle volo", del lancio a cavallo nel dirupo, mi colpì profondamente. Non poteva lasciarmi indifferente perché - da fervente wagneriano - mi ricordava la morte di Brunilde, che si immola al galoppo sulla pira che brucia il Walhalla. Tuttavia, mi colpì soprattutto la consapevolezza di quanto Federico, pur avendo vissuto una vita eccezionale, avesse completamente fallito a livello umano. Ne era consapevole? Come si sentiva, nel profondo, davanti a quella montagna di contraddizioni che era la sua esistenza? Così, con un po' di spirito guascone, e poggiandomi ove possibile sulla storiografia - per quel poco che essa può dirci su aspetti tanto intimi - ho provato a tracciare, dopo Wagner, una sorta di biografia emotiva dello Stupor Mundi. E l'ho fatto nell'unico modo che mi è apparso sensato: attraverso il teatro. Senza la pretesa di dire chi fu davvero Federico II, ma cercando di indagarne pregi e virtù, per renderne un ritratto universale, onesto, soprattutto in grado di parlare, auspicabilmente, anche al pubblico d'oggi.
EAN
9788846773043
Data pubblicazione
2025 09 29
Lingua
ita
Pagine
60
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
189
Larghezza (mm)
120
Spessore (mm)
5
Peso (gr)
100
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