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Il Grasso legnaiolo di Catania narra di come il poeta dialettale Micio Tempio con una brigata di amici, ordisce una beffa a scapito del legnaiolo Salvatore Cambiacavallo, detto u Rassu. All’artigiano verrà fatto credere di non essere più lui, ma di essere diventato un’altra persona. La carica di cinismo e di crudeltà esercitata sul povero Grasso, più che un divertissement tra intellettuali, sembra essere uno dei modi per esorcizzare lo stato di prostrazione di cui sono testimoni i protagonisti della burla nella Catania del primo Ottocento.
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