La "cultura geriatrica" - intesa come conoscenza e dominio dei processi di invecchiamento - non ha avuto ancora piena affermazione in campo medico-sanitario. Questo comporta che il più delle volte non si sappia distinguere a pieno il limite tra il fisiologico e il patologico che distingue l'anziano sano con gli inevitabili "acciacchi" dovuti all'invecchiamento da quello abbisognevole di supporti sanitari e/o assistenziali. Finora si è spesso trattato l'anziano con la cultura dell'adulto, molto diversa da quella geriatrica, con il risultato di considerare malato anche chi ha solo il torto di dimostrare i propri anni. In sostanza, mentre le età della crescita e della piena efficienza sono ben conosciute nei loro aspetti normali e patologici, non altrettanto avviene per l'età della decadenza, per la quale ci si avvale impropriamente di un altro metro di valutazione. Il risultato inevitabile di tutto questo è che gli interventi di supporto per la terza età possono essere scorretti, così come l'impiego delle risorse umane e finanziare ad essa destinate. I vincoli economici sempre più stretti da un lato e il progressivo allargamento della popolazione anziana dall'altro rendono ormai ineludibile l'affermarsi di una vera e propria "cultura geriatrica" non solo in campo diagnostico radiologico ma anche in tutte le altre discipline specialistiche.
EAN
9788847004856
Data pubblicazione
2006 07 01
Lingua
ita
Pagine
552
Tipologia
Libro rilegato
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