Haja voleva lasciare un ricordo di sé e della sua famiglia, alla storia, a chi fosse venuto dopo, grazie alla sua dote naturale. Perciò aveva disegnato sulle pareti della caverna tutto ciò che le passava per la mente. Persino i loro nomi, progettati come pronunciarli con quei fischietti di canne di diversa forma e dimensione. E gli animali, soprattutto i cavalli che aveva conosciuto durante il suo unico viaggio, verso il fiume e la valle. Quando il ritorno fu l'inizio del dramma e rimasero imprigionate, lei e la sorella Jejen, nella spelonca, per sempre. Erano adolescenti, ma già provate dalle sofferenze della vita di quel mondo apparentemente senza linguaggio. Lo stesso che lei, allora, cercava di illuminare con le sue trovate e che fu scoperto da Gisella, l'archeologa dei nostri giorni. Quarantamila anni dopo. E così cominciò la seconda realtà di quella gente, quando le cinque teste di cavalli, graffiti sulla roccia, parlarono di quegli anni lontani, persi e ritrovati, con i simboli e le malinconie non diverse dal tempo presente.
EAN
9788848808941
Data pubblicazione
2009 07 31
Lingua
ita
Pagine
320
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
120
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
650
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