Il senatore, di Giancarlo Buzzi, è uno dei primi documenti di quella che veniva chiamata "letteratura industriale": prevalentemente fondata sulle situazioni di lavoro, su vicende e personaggi destinati oggettivamente a scontrarsi mostrando il senso dei rapporti reali nella società italiana che stava difficoltosamente emergendo dal dopoguerra. Nel romanzo di Buzzi il protagonista che racconta in prima persona è un giovane impiegato che diventa dirigente. Il neodirigente, che svolge egregiamente i suoi compiti, rivela fin dall'inizio una sua ossessione: vedere il capo attuale che non si presenta mai in azienda. In una sorta di nebbia metaforica che lascia in disparte (ma non elimina) la realtà, tra fantapsicologia e vita vissuta, una sera si materializza davanti a lui come persona viva la figura del mitico Senatore, fondatore dell'azienda e padre dell'attuale, fantomatico capo. Non vuol credere che il dirigente non conosca suo figlio, perciò in successivi colloqui propone al dirigente stesso di creare situazioni di lavoro problematiche che rendano indispensabile la presenza del Capo. Ma è proprio in questa scelta di azioni, anche perverse, che si rivela la vera natura dei rapporti aziendali: balza agli occhi a realtà del neocapitalismo che sospinge i dipendenti al limite del sopportabile. Ed è qui che si rivela lo scopo di Giancarlo Buzzi: lo svelamento delle relazioni d'industria e la loro disumanità.
EAN
9788848810227
Data pubblicazione
2010 07 01
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
209
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
130
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