Durante il Ventennio fascista, lo sport era uno strumento fondamentale per la nazionalizzazione delle masse. Il regime investì enormi risorse per sviluppare le attività sportive dilettantistiche e amatoriali, che considerava imprescindibili ai fini dell'educazione delle nuove generazioni e della creazione dell'uomo nuovo; si propose, inoltre, di usare lo sport-spettacolo per consolidare il consenso e guadagnare prestigio in campo internazionale. Non tutti gli obiettivi furono raggiunti e la dicotomia tra lo «sport fascista», gestito dalle organizzazioni del regime, e lo sport «ufficiale», amministrato dalle federazioni sportive nazionali, non fu mai superata, ma durante il ventennio l'atletismo divenne un fenomeno di massa e condizionò la più generale evoluzione del regime. Per tale ragione, analizzare la politica sportiva è particolarmente utile per studiare il «laboratorio totalitario» del fascismo. Il volume raccoglie ventinove saggi dedicati ad aspetti poco conosciuti del tema «sport e fascismo», proponendosi di dare un contributo non solo alla storia dello sport, ma anche agli studi sui regimi totalitari.
EAN
9788849157918
Data pubblicazione
2024 07 10
Lingua
ita
Pagine
512
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
35
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Lo sport durante il fascismo. Ricerche storiche e prospettive storiografiche—