Pizzi Cannella. Quattordici carte

Segni di bicchiere su un bancone di legno: una sequenza astratta di circoli lucidi che si intersecano sovrapponendosi l'uno all'altro. Il cerchio è la 'figura geometrica perfetta', chiosa Ray Milland nel film The Lost Weekend (1945), 'non ha fine, non ha principio'. Come il suo assillo, che egli fissa dinanzi a sé nel correlativo oggettivo del bicchiere divenuto lugubre memento mori. Se prega il barista di non asciugare il tavolo, è per il timore di veder sparire l'unico indizio della propria esistenza, della propria tremenda ossessione. Frattanto, in un diverso emisfero creativo, gli anelli rossi si infittiscono sul piano del foglio, addivenendo a una macchia compatta e densa come l'ombra cinese posta di fianco, quest'ultima caliginosa, impenetrabile, slabbrata appena nei profili. Un cerchio che può accelerare anche in un Giro giro girotondo (2003), analogo all'avviticchiarsi in un ulteriore disegno dei chicchi perlacei sul dorso dell'anfora. (Lucia Presilla)

EAN

9788849207910

Data pubblicazione

2016 02 03

Lingua

ita

Pagine

48

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

240

Larghezza (mm)

170

Spessore (mm)

6

Peso (gr)

170

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