Nell'avvertenza Al lettore, premessa alla raccolta Farse e Commedie, si può ammirare un noto autoritratto: «Io, Peppino De Filippo, uomo, voglio presentarvi Peppino attore-autore perché meglio di me, vi assicuro, nessuno lo conosce». Le opere teatrali di Peppino richiedono l'avvio di un'adeguata "stagione filologica" in cui allo studio sincronico e diacronico delle tematiche che animano i testi si affianchino il confronto tra le prime stesure dialettali di molti atti unici nati per il Teatro Umoristico e le successive versioni in lingua al momento della loro pubblicazione in rivista e in volume, lo studio variantistico nel passaggio degli atti unici e delle commedie dalla prima (1964) alla seconda edizione (1971) di Farse e Commedie, tenuto conto anche dell'altrettanto nutrito novero degli inediti, e l'approfondimento delle questioni relative alla inesausta attività di Peppino come adattatore, riduttore e traduttore di opere altrui (Molière, Pirandello, Plauto). Il volume, ricco di interventi volti ad indagare direttamente sui testi teatrali, nelle sue componenti tematiche, linguistiche e filologiche, nonché sulle citazioni letterarie in essi presenti, affronta molteplici aspetti della sua poliedrica ed eclettica personalità, dalla scelta di abbandonare il teatro dialettale alle performances linguistiche di Pappagone, dalla sua attività di poeta e autore di fiabe in versi ed in prosa alle sue capacità performative quale attore di teatro e di cinema alle rappresentazioni narrative e teatrali.
EAN
9788849517927
Data pubblicazione
2010 10 07
Lingua
ita
Pagine
376
Tipologia
Libro
Peso (gr)
626
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