L'obiettivo dell'efficienza del processo civile è qualcosa a cui tutti gli ordinamenti aspirano. Il nostro sistema sembra affidare ogni speranza di successo essenzialmente alla riforma sul rito, la quale tuttavia, da sola non è sufficiente. L'opera approccia il tema da una prospettiva differente, che funge da fil rouge di tutto l'excursus: se un vero e proprio principio di proporzionalità nel nostro ordinamento processuale non è al momento previsto, è però possibile ricavare un più generale principio di efficienza dall'art. 111 Cost., alla luce del quale l'organizzazione degli uffici giudiziari e l'applicazione delle norme di rito da parte del giudice in forza del suo potere di direzione debbano essere di necessità ispirati, senza cercare sempre altrove (il rito, la degiurisdizionalizzazione) la soluzione del dilemma? Nasce così un'appassionata ricerca dei tratti distintivi del giudice «virtuoso», partendo dagli schemi relativi al modello organizzativo del lavoro dello stesso, per poi estendere lo sguardo (non senza qualche inquietudine) ad alcune evoluzioni che pensano di delegare la soluzione del problema ad un uso massivo della tecnologia, la quale rischia di condurre verso non desiderabili derive se non correttamente dosata e dominata dall'uomo. Lo sguardo si allarga allora al processo civile telematico, per poi sondare gli scenari che si preparano in un prossimo (ma neppure troppo lontano) futuro: l'online litigation, a partire dagli odr, sino ai progetti in materia di online court, già realtà in alcuni ordinamenti, per poi arrivare al tema spinoso dell'intelligenza artificiale, che impone una riflessione critica sullo schema logico che una macchina, anche in grado di autoapprendere, può utilizzare, in rapporto al ragionamento del giudice (al sillogismo ed alle teorie più recenti che aggiornano e completano tale paradigma). Nel frattempo, il nostro legislatore, apparentemente ignaro di tutto questo dibattito, ha prodotto l'ennesimo schema di ddl per l'efficienza del processo civile, la quale per vero appare tale solo a parole, e che insiste di nuovo solo sul rito e su un uso non convincente della tecnologia. Ragionare del giudice «virtuoso» significa invece capire cosa può essere accettato e cosa deve esser rifiutato delle soluzioni che altrove si stanno già diffondendo, valorizzando nel contempo la risorsa più importante che abbiamo, ossia il capitale umano, pur operando con le norme e gli strumenti già a disposizione ed attuando così sin da subito, e concretamente, il canone dell'efficienza.
EAN
9788849542561
Data pubblicazione
2020 06 30
Lingua
ita
Pagine
332
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
590
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Il giudice virtuoso. Alla ricerca dell'efficienza del processo civile—