Qual è in un contesto di crisi o guerra imminente il ruolo del giornalismo? Informare tempestivamente e in modo completo e neutrale o entrare di peso nel dibattito, magari esercitando una propria influenza? Lo scenario precedente l'intervento angloamericano in Iraq (2002-2003) offre un caso nitido ed esemplare della condotta e dell'interventismo dei news media in una delicata fase di formazione del processo decisionale. Raccogliendo e analizzando gli articoli dei cosiddetti columnist (opinionisti) di due autorevoli testate come il «New York Times» e il «Washington Post», il lavoro ci fa rivivere le tensioni, i momenti cruciali e le contrapposizioni che nell'America segnata dall'11 settembre fanno maturare la scelta di un intervento controverso e destinato a dividere l'opinione pubblica mondiale e lo stesso giornalismo americano. La ricostruzione dell'episodio è sorretta da un inquadramento teorico, storico e sociologico del cosiddetto "quarto potere", che anche nel caso della guerra irachena ha ben dato prova di sé.
EAN
9788849822465
Data pubblicazione
2009 02 28
Lingua
ita
Pagine
320
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
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Falchi e colombe. Lezioni di giornalismo americano dalla guerra in Iraq—