Un singolare strabismo politico fa percepire il lavoro precario più negativo del lavoro nero. Questo è, infatti, un male, ma per qualche verso è tollerato, perché riconducibile al gusto della trasgressione che abbonda nel dna nazionale. Il lavoro precario è un'altra cosa, è legale e forse in ciò è la sua maggiore pecca, perché evoca sensi di colpa per il solo fatto di essere stato consentito. Certamente è un fenomeno sociale meritevole di grande attenzione, ma non ha fondamento la demonizzazione che se ne fa e soprattutto non ha senso la campagna della paura che lo addita come l'agente disgregatore di vite individuali. La precarietà del lavoro potrebbe però diventare un'opportunità, se ci sforziamo di gestirla. Questo libro vuole analizzare senza preconcetti vizi e virtù di questo fenomeno tipico del nostro tempo.
EAN
9788849826487
Data pubblicazione
2010 01 29
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
130
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Elogio della precarietà. Il lavoro tra flessibilità, sussidiarietà e federalismo—