La riflessione filosofico-giuridica non nasce in un vacuum: essa si produce in un contesto di tradizioni dottrinali, ma anche sullo sfondo di avvenimenti storici più o meno drammatici. Se gli anni Novanta partirono dai grandi avvenimenti dell'89 e imposero elaborazioni su temi quali il multiculturalismo e la globalizzazione, gli anni Duemila partono invece con l'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre. Si tratta di un avvenimento a ridosso del quale emergono rapidamente specifiche sfide per il filosofo e per il giurista: nuove forme di diseguaglianza diventano visibili, mentre nozioni considerate acquisite nei valori condivisi di chi sul diritto più o meno professionalmente riflette (si pensi al divieto della tortura) vengono di nuovo messe in questione. Questi e altri argomenti devono essere affrontati - ed è quanto avviene in "Altri seminari di filosofia del diritto" - senza le rassicuranti certezze che le "grandi narrazioni" filosofico-giuridiche erano solite offrire, ma senza neppure abdicare al senso fondamentale del valore di una riflessione "pubblica", razionale e civile, sul diritto e sugli aspetti della condizione umana che il diritto illumina.
EAN
9788849829358
Data pubblicazione
2010 12 30
Lingua
ita
Pagine
204
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
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