Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Il primo cielo è la nudità stessa della cosa, la pura evidenza che fa di ogni cosa qualsiasi cosa, forma, materia, movimento. È lo stare senza volontà delle cose trattenute in se stesse, né remote né in anticipo rispetto alle nostre intenzioni, ma solo date al loro stesso apparire. Un apparire insieme al loro cielo mutevole e, allo stesso tempo, unico e necessario; per un contatto imperfetto, per un incontro senza tempo, per una sosta sempre revocata da quella stessa libertà di cui sono fatte. Un apparire che non ammette vuoti, amnesie o ritardi, né un fondo a cui ancorarsi.
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