L'operare fotografico di Lorenzo Capellini, nell'ormai mezzo secolo di svariatissime esperienze, appunto conoscitivamente tesaurizzate, mi sembra un ottimo esempio di questa apertissima transitività. Molto probabilmente lo era già intuitivamente presente a Mario Pannunzio, quando avviandone la carriera, lo ha invitato a collaborare al settimanale liberal-radicale Il Mondo, che allora offriva in ogni numero uno stimolantissimo e autorialmente assai qualificato repertorio di fotografie. Sempre queste su un filo di provocazione immaginativa o ironica, o di forza documentaria (un repertorio veramente da antologia oggi storica). Per Lorenzo infatti il mezzo fotografico è qualcosa di come originariamente in tutta naturalezza acquisito in termini di conoscenza e di comunicazione. Una sorta di disponibilità visiva di ascolto e di parola, attraverso la quale, nella sua ormai lunga carriera operativa, ha sviluppato curiosità e conoscenza, occasione per occasione di vissuto, svariando di interessi di sguardo, in varietà di ubiquitarietà categoriale, sociale, e persino geografica. Per Lorenzo fotografare insomma è stato, fin dall'inizio, e sempre più nel tempo, un modo di conoscere, di sperimentare, di acquisire, di memorizzare, di amare; insomma di vivere dialogicamente, appunto in disponibilità e pratica ubiquitaria, e varietà non comune di interessi e di occasione d'incontri... (Enrico Crispolti)
EAN
9788849841671
Data pubblicazione
2014 05 31
Lingua
ita
Pagine
215
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
290
Larghezza (mm)
240
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