Gli anni novanta del secolo scorso fecero assistere a una svolta epocale nelle relazioni internazionali. Il crollo del muro di Berlino e la fine della guerra fredda crearono un nuovo scenario, e il clima di maggiore collaborazione assicurò un ruolo più importante alle Nazioni Unite e al loro organo esecutivo, il Consiglio di Sicurezza. In quella fase di cambiamenti il Giappone e la nuova Germania unificata cedettero alla tentazione di chiedere l'ingresso nel gruppo ristretto e privilegiato dei membri permanenti del CdS, ottenendo l'appoggio di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. L'Italia e la sua rappresentanza a New York raccolsero la sfida opponendosi con fermezza a una soluzione che sembrava scontata in nome dei legittimi interessi nazionali e di una diversa visione dell'ONU del futuro. Mobilitando altri paesi con analoghi interessi e convinzioni, svolgemmo in quel decennio un ruolo decisivo per impedire soluzioni frettolose e per definire regole del gioco che conservano fino a oggi la loro validità, potendo contare su un appoggio unitario senza precedenti di classe politica, stampa e opinione pubblica del nostro paese.
EAN
9788849850970
Data pubblicazione
2017 06 29
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
147
Larghezza (mm)
226
Spessore (mm)
26
Peso (gr)
400
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La sfida di New York. L'Italia e la riforma del Consiglio di Sicurezza dell'Onu—