Polpo immondo. Tabù alimentari nel mondo antico

Autore/i: Giovanni Sole

Editore: Rubbettino

Collana: Varia

In alcune comunità religiose del mondo antico, il divieto di mangiare polpi era parte di una struttura di pensiero che si esprimeva per coppie d'opposti: sacro e profano, mondo e immondo, puro e impuro, lecito e illecito. I cibi erano consentiti o proibiti non perché influenzassero la salute di corpo e anima ma perché si avvertiva il bisogno di ordinare il mondo. L'octopus, oltre ad incarnare vizi e difetti degli uomini, era considerato un mostro votato al male e all'annientamento. Le narrazioni su polpi maestosi, orrendi e famelici erano funzionali alla società: rafforzavano la fede, rinsaldavano la coesione sociale e dettavano regole a cui tutti dovevano sottomettersi. Kraken, piovre e cefalopodi giganteschi rappresentavano la fase primordiale, mai superata e dominata dagli istinti bestiali, nella quale gli uomini, per mancanza di regole, potevano precipitare in qualsiasi momento.

EAN

9788849852028

Data pubblicazione

2017 11 16

Lingua

ita

Pagine

158

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

225

Larghezza (mm)

145

Spessore (mm)

13

Peso (gr)

265

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