Nessuno mette in dubbio che nella lunga serie di figure da lui rivestite – giornalista, professore universitario, economista, senatore, costituente, ministro del bilancio, governatore della Banca d’Italia e infine Presidente della Repubblica – Luigi Einaudi sia stato un grande liberale, un principe dotto, acuto e arguto, severo e bonario, del liberalismo. Per capire di quale specie di liberalismo si tratti, occorre considerare che Einaudi non è un pensatore sistematico, uno studioso teorico o un elaboratore di idee e princìpi generali, anche se ha – e sa – di quelle e di questi, perché a princìpi massimi e idee ferme, nonché a credi umanistici e religiosi, si è sempre ispirato. Forse, l’immagine riassuntiva più efficace della sua personalità è quella qui usata da Danilo Breschi, del “gentiluomo di campagna”, l’ambiente da dove Einaudi attinse e in cui meglio si colgono e si esemplificano le sue virtù liberali. Oppure si può pensare all’“uomo risorgimentale” a cui rimanda Giuseppe Vegas. Oppure ancora si può ricorrere all’immagine delle “tre anime”, di cui dice Roberto Marchionatti – l’anima del moralista, dello storico, dell’economista – che Einaudi portò sempre con sé, sulle orme del grande Adam Smith, l’evangelista di tutti i liberali.
EAN
9788849884692
Data pubblicazione
2025 04 16
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
234
Larghezza (mm)
152
Spessore (mm)
19
Peso (gr)
322
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