Con la pubblicazione del Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti apparso a Parigi il 20 febbraio del 1909 su "Le Figaro", ha inizio l'era moderna dell'arte italiana e il movimento del Futurismo si pone all'avanguardia della cultura figurativa europea rompendo ogni schema con la tradizione romantica ottocentesca e scuotendo fortemente il clima borghese della cultura dell'epoca. Attraverso un'analisi storico-bibliografica questo saggio ripercorre le principali trasformazioni sociali e politiche che hanno coinvolto l'Italia dal 1909 al 1942 e fornisce un ritratto dei protagonisti che hanno segnato la storia della prima metà del Novecento con particolare riferimento al contesto artistico e intellettuale: i rapporti letterari del Futurismo con la cultura italiana ed europea a cavallo tra i due secoli, la crisi delle Avanguardie e la "rivoluzione" di Giorgio de Chirico, l'arte del Ventennio fascista, la nuova corrente dell'arte italiana del Gruppo "Novecento", il valore dell'arte e la politica urbana del fascismo, i percorsi storici e le interpretazioni analitiche del pensiero di Giuseppe Bottai sino alla polemica tra classicismo e modernità, tra Bottai e Piacentini, tra la rivista "Primato" e "Civiltà" di cui resterà una lontana eco per chi di lì a poco si sarebbe apprestato a compiere scelte e mutamenti di indirizzo che avrebbero ricondotto l'Italia a una nuova era.
EAN
9788850003150
Data pubblicazione
2007 09 01
Lingua
ita
Pagine
360
Tipologia
Libro in brossura
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