Nel 1911 vengono inaugurati a Torino e a Roma due stadi totalmente diversi, entrambi testimoni dell'importanza sociale che lo sport assume alla fine del XIX secolo, grazie anche alla prima edizione moderna delle Olimpiadi ospitata nel 1896 da Atene. All'inizio del nuovo secolo Bruto Amante propone di ricostruire il Circo Massimo, coinvolgendo nell'iniziativa Gabriele d'Annunzio, Ettore Ferrari e altri. Il progetto redatto da Giulio Podesti e Giulio Magni non ha seguito a causa del costo elevato, ma evidenzia una necessità: di qui il nuovo studio di Marcello Piacentini e dello scultore Vito Pardo. Nel progetto per l'Esposizione romana del 1911, redatto con Angelo Guazzaroni, l'opera diviene un revival del "Kallimarmaro". L'idea di Bruto Amante ricompare però nello Stadio Olimpico di Stoccolma, negli Stati Uniti, a Roma nello Stadio dei Centomila progettato da Enrico Del Debbio, e a Norimberga nella sovrumana struttura concepita da Albert Speer. Il revival tipologico è un chiaro segno della trasformazione dello sport in attività di massa, mentre lo Stadio Nazionale risulta una prima testimonianza dell'interesse per il "neoromano" che ricomparirà nelle opere successive di Piacentini.
EAN
9788850102891
Data pubblicazione
2012 01 01
Lingua
mul
Pagine
96
Tipologia
Libro in brossura
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«Ellade e Roma!». Lo stadio nazionale tra Giulio Magni e Marcello Piacentini—