Una storia da seguire con facilità
I ricordi del piccolo Janusz Bardach, condannato ai lavori forzati durante la Seconda guerra mondiale nelle miniere di Kolyma, il più temuto campo di prigionia del regime stalinista, soprannominato la "Siberia della Siberia". Un luogo di morte e disperazione, dove l'unica legge era la sopravvivenza del più forte. Bardach riuscì a sopravvivere grazie alla sua forza di volontà, ma anche attraverso l'aiuto inaspettato di altri prigionieri e dei medici del campo, uomini che ancora riuscivano a provare sentimenti.
Dentro trovi soprattutto storia, politica e società.
Può funzionare bene per professionisti e lettori interessati all'attualità e alla storia, con un tono argomentativo e documentato.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.