Jean Genet fu abbandonato dalla madre a sette mesi e allevato da una famiglia contadina di provincia, I compagni di scuola lo ricordano come un ragazzo timido che passava le giornate a divorare romanzi d'avventura e farsi coccolare dalle donne di casa. Dopo la morte della madre adottiva, finisce nella colonia penale di Mettray dove ha inizio il suo apprendistato poetico e malavitoso. Tornato dal servizio militare in Siria e in Marocco, si dà a vagabondaggi omosessuali, piccoli furti e avventure picaresche. Ma è in carcere che scrive le pagine che Io consacreranno alla fama conquistando Cocteau, Sartre e altri intellettuali francesi, e che faranno di un delinquente autodidatta dall'immenso talento uno dei più noti e stimati scrittori del dopoguerra. Gli ultimi anni li dedicò con grande generosità alla causa dei palestinesi e delle Pantere nere. Edmund White riscrive la vita di un uomo per il quale l'omosessualità era destino e poesia, e che creò la propria leggenda confondendo deliberatamente vita e romanzo nella propria opera.
EAN
9788851523404
Data pubblicazione
2006 11 23
Lingua
ita
Pagine
661
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
130
Larghezza (mm)
203
Spessore (mm)
40
Peso (gr)
500
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