Paradisi artificiali: Del vino e dell'hashish-Il poema dell'hashish-Un mangiatore d'oppio

Il consumo di sostanze stupefacenti ha un peso centrale nell'esperienza poetica ed esistenziale di Baudelaire. Quando scrive le sue pagine sull'hashish - di cui condanna l'abuso - egli non ha mai intenti moralistici, ma essenzialmente estetici. Quello che a lui interessa è il potenziamento della creatività poetica attraverso l'ebrezza artificiale; quello che lui odia e teme è il risveglio, è la desolazione, è l'inferno della degradazione. Si disegna qui il dramma personale di Baudelaire, la sua consapevolezza di essere e di sentirsi lacerato fra i due opposti richiami di Dio e Satana, fra l'aspirazione a salire verso l'alto, l'infinito, e il gusto del peccato, il piacere di scendere in basso. Introduzione di Massimo Colesanti.

EAN

9788854197503

Data pubblicazione

2016 10 13

Lingua

ita

Pagine

157

Tipologia

Libro rilegato

Tascabile

Supertascabile

Altezza (mm)

136

Larghezza (mm)

205

Spessore (mm)

20

Peso (gr)

249

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