Io sono una donna libera. Sono stata, e dunque posso essere, una donna felice... Esiste qualcosa di più raro al mondo? Inizia con queste parole il testo autobiografico che la giornalista Françoise Giroud decide di scrivere nell'estate del 1960 nella casa al mare degli amici Hélène e Pierre Lazareff, a Lavandou, cento chilometri a est di Marsiglia. Ma come può parlare ancora di felicità una donna che ha sofferto "la separazione intollerabile" dall'uomo della sua vita, il collega Jean-Jacques Servan-Schreiber? Come può parlare ancora di libertà dopo essere stata costretta a lasciare il settimanale L'Express, il primo periodico innovativo europeo che lei stessa aveva fondato assieme al compagno; e, soprattutto, dopo la depressione e la fuga forzata da Parigi verso la Provenza e poi verso Capri? Può farlo perché, come lei stessa dice, "essere libera vuol dire anche accettare di perdere". Pubblicato oggi per la prima volta, a cinquant'anni dalla sua stesura - con una prefazione dell'amica e collega Alix de Saint-André - "Storia di una donna libera" non è un manifesto femminista né il classico testo carico di risentimento di una donna in ginocchio, ma l'atto lucido e coraggioso di un'intellettuale che vuole ripercorrere la propria vita allo scopo di esorcizzare il dolore di una perdita ma, soprattutto, lo spettro del fallimento...
EAN
9788854507685
Data pubblicazione
2014 03 06
Lingua
ita
Pagine
217
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
217
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
265
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