L'aspro seme. Cronache informali di storia romana

L'affermazione che il Diritto Romano, massima espressione della civiltà giuridica del mondo antico e radice della giurisprudenza contemporanea, derivi da un patto scellerato fra malfattori, suscita forte stupore. Eppure i primi romani non furono che un'accozzaglia di uomini brutali, di schiavi e assassini in fuga, di reietti della peggior specie, scacciati dalle rispettive comunità tribali. Lo stesso fondatore di Roma, Romolo, fu un ladro avvezzo alla violenza e al furto di armenti. Romolo, tuttavia, riuscì a incanalare lo spirito corsaro di questi uomini e a farli convivere, fianco a fianco, in una sorta di "Asylum" per manigoldi, nel quale qualunque sbandato era ben accolto e godeva della certezza dell'impunità. Questo fu subito chiaro allorché la città eterna si presentò al mondo con un atto predatorio inaccettabile anche per la sensibilità dell'epoca: il ratto delle Sabine. Rapire delle donne per dare continuità ad una comunità di soli uomini fu un esplicito atto di guerra. Questo fu "l'aspro seme" che generò la Roma dei Cesari.

EAN

9788854611061

Data pubblicazione

2014 10 20

Lingua

ita

Pagine

572

Tipologia

Libro in brossura

Peso (gr)

400

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