Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Questo libro nasce da due sospetti. Primo, che il tragico ellenico non sia un genere letterario ma un concetto secolare di indagine e dubbio. Secondo, che la Poetica di Aristotele non sia il testo più autorevole in materia di tragico ma solo, forse, di tragedia come genere letterario; è la rivisitazione sistematica e serrata di Platone a intendere appieno il tragico come esperimento concettuale, a opporgli un'esperienza totalizzante che sappia trasfigurarlo e, in ultimo, guadagnarlo alla filosofia.
Questo libro nasce da due sospetti. Primo, che il tragico ellenico non sia un genere letterario ma un concetto secolare di indagine e dubbio. Secondo, che la Poetica di Aristotele non sia il testo più autorevole in materia di tragico ma solo, forse, di tragedia come genere letterario; è la rivisitazione sistematica e serrata di Platone a intendere appieno il tragico come esperimento concettuale, a opporgli un'esperienza totalizzante che sappia trasfigurarlo e, in ultimo, guadagnarlo alla filosofia.
, con un tono coinvolgente.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.