Le idee del periodo classico, con Smith, e neoclassico, con Marshall, agevolarono l'affermarsi della "rivoluzione" del capitale umano degli anni Sessanta del Novecento. Un vero e proprio problema contabile interno della teoria della crescita, in quel decennio, isolò un residuo di valore che fu interpretato come risultato dell'investimento in capitale umano. La nuova entità contabile fu poi dimostrata nella sua corretta formulazione microeconomica raggiungendo la forma più compiuta nell'opera di Becker. Tuttavia, sin dagli stessi anni in cui il capitale umano veniva (ri)scoperto, si generarono perplessità di carattere metodologico. Esso dava vita a un paradigma strettamente imparentato con altre discipline sociali, tanto che una visione moderna lo ha ricondotto all'interno di un discorso scientifico dell'economia basato su argomentazioni retoriche.
EAN
9788854822634
Data pubblicazione
2009 02 01
Lingua
ita
Pagine
188
Tipologia
Libro in brossura
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Istruzione, crescita e rendimenti nella teoria del capitale umano. Una prospettiva di storia del pensiero economico—