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Quando alla fine della prima guerra mondiale i territori italiani dell'Impero asburgico furono annessi al Regno d'Italia gli abitanti dovettero scegliere tra la cittadinanza austriaca e italiana. Molti degli emigrati all'estero, però, non essendone informati, persero l'opportunità, acquisendo e trasmettendo nel tempo alla loro discendenza una cittadinanza straniera. La legge italiana 14 dicembre 2000, n. 379, consente oggi ai discendenti degli avi italiani abitanti in quei territori e poi emigrati di acquisire la cittadinanza italiana, permettendo di disegnare nuove geografie dell'appartenenza.
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