A partire dagli anni Sessanta del XIII secolo, le riflessioni intorno alla natura dell'anima umana costituirono, fino alla fine del 1200, uno degli argomenti filosofici più significativi: intorno a esse si scontrarono le maggiori correnti di pensiero del tempo, quella dei domenicani da una parte e quella dei francescani dall'altra. Proprio quest'ultima mise in atto un vero e proprio "piano d'attacco" la cui strategia consisteva essenzialmente nell'identificare la dottrina dell'anima di Tommaso d'Aquino con quella dell'eretico Averroè e di coloro che ne seguivano l'insegnamento professandolo addirittura nelle scuole di Parigi. Il dibattito che prese vita da questa accusa coinvolse l'"oggetto" anima in ogni suo aspetto sia filosofico che teologico, dalla sua unione al corpo in qualità di forma sostanziale al suo statuto ontologico-operativo nei regni dell'Oltretomba. Il presente studio analizza le tappe fondamentali di quest'ampia polemica alla luce della speculazione del filosofo francescano Matteo d'Acquasparta che, con singolare spirito critico, si confrontò con il celebre Tommaso elaborando una teoria sorprendentemente originale.
EAN
9788854841567
Data pubblicazione
2011 09 21
Lingua
ita
Pagine
296
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
640
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Matteo d'Acquasparta vs Tommaso d'Aquino. Il dibattito teologico-filosofico nelle «questiones de anima»—