Come in un folle specchio, o forse uno specchio magico, il video riflette l'immagine ripresa qui e ora all'altro capo del mondo. Lì e ora. L'immaterialità di questo flusso informativo elettromagnetico ha reso possibile la televisione, "guardare a distanza". Ha reso altresì possibile "Video Corridors" di Bruce Naumann, videoinstallazione in cui lo spettatore, avvicinandosi allo "specchio", vede la sua immagine allontanarsi da sé. Specchio strano e inquietante, questo video, che ci lusinga e ci deruba, sequestrando del reale ciò che vuole (e forse vuole tutto). Un po' come l'arte, che dalla mimesis è passata a sequestrare il mondo materialmente attraverso i ready-mades. Uno studioso in piena sindrome di Stoccolma, affezionato a entrambi i rapitori del mondo, riflette sui rapporti tra video e arte, cinema, musica. Tra video, arte e tempo, spazio, luce. Nella fotografia, la realtà rapita e segregata in camera obscura esce fuori con un piccolo riscatto. Anche la realtà, a ccomodatasi gioiosamente sulla sedia elettromagnetica e dissezionata in migliaia di pixels, può riappacificarsi con il mondo. Per un nuovo punto di partenza.
EAN
9788854844162
Data pubblicazione
2011 12 06
Lingua
ita
Pagine
80
Tipologia
Libro in brossura
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Videomodernità. Eredità avanguardistiche e visioni ultracontemporanee tra video e arte—