Dal 1645, con l’inizio della guerra di Candia, le straordinarie esigenze finanziarie legate alla difesa di uno dei capisaldi del suo dominio “da Mar” indussero la Repubblica di Venezia a posporre a questo ogni altro proposito. Ciò portò a un atteggiamento più incline a privilegiare gli interessi economico–finanziari rispetto a quelli sovrani. Le istituzioni signorili e feudali ottennero non solo di conservare immunità e prerogative, ma anche di diventare oggetto di compravendite estese a tutte le province suddite. L’approdo nei ranghi dei feudatari giurisdizionali e l’esercizio privato di ‘iura regalia’ dalla consistenza più ampia possibile divennero un obiettivo assai seducente, anche se la sostanziale impossibilità statale di modificare a proprio interesse gli equilibri locali finì per limitare di molto le nuove infeudazioni, lasciando inappagati numerosi aspiranti al “marchio d’onore”. Anche nel corso del Settecento il rapporto tra poteri pubblici e privati non conobbe significative estensioni dei primi a scapito dei secondi, nonostante i tentativi di riforma degli ultimi decenni, l’ultimo periodo di vita della Repubblica di Venezia.
EAN
9788854899148
Data pubblicazione
2016 12 23
Lingua
ita
Pagine
260
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Peso (gr)
323
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Alla ricerca del «marchio d’onore». Signorie e feudi nello Stato regionale veneto dalla guerra di Candia al trattato di Campoformio—