In La critica alle arti figurative (1920) Carlo Carrà boccia il «metodo matematico» di Roberto Longhi, «un uomo pieno di fantasia […] che fa troppo uso di scontri verbali», in realtà ad essere rifiutato era il metodo critico “futurista” che il giovane storico d’arte aveva affinato sulla rivista letteraria La Voce, fondata nel 1908 da Prezzolini, vera officina di rinnovamento intellettuale, morale, politico e stilistico. A questa fase vociana, avanguardista, connotata da “tonalità” espressionistiche ed eccentriche, seguirà quella da “rondista onorario” con una scrittura più uniforme, misurata. Longhi, dunque, sebbene venisse da una scuola colta, aveva avvertito il fascino delle avanguardie che si alternarono nel panorama italiano del ’900 fino alla metà degli anni ’20 e la sua “fenomenale” scrittura, oscillante più verso le immagini figurative che “letterarie”, si era alimentata di tali e tanti elementi eterodossi e provocatori da diventare con gli anni un unicum inimitabile e paradigmatico. In questa monografia si è commentata la traduzione in spagnolo del Piero della Francesca di Roberto Longhi, opera del ’27 e considerata da Contini, e non solo, un “classico”[…].
EAN
9788854957886
Data pubblicazione
2024 10 01
Lingua
ita
Pagine
156
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
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Piero della Francesca di Roberto Longhi in spagnolo. Un’esitazione tra il suono e il senso—