Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Un libro che raccoglie una parte dei ricordi della generazione che negli anni Ottanta ascoltava DJ Television e girava con il Ciao; quella che, passata la propria “notte prima degli esami”, si è ritrovata davanti ai portoni del Bo senza sapere cosa avrebbe trovato ma si è subito gettata tra “le braccia di nostra madre Goliardia”. Questo testo è come l’appello del primo giorno di scuola, è il registro di classe di quei ventenni patavini, per nascita o per adozione universitaria, che non hanno mai smesso di cantare “I Goliardi hanno sempre vent’anni”.
Un libro che raccoglie una parte dei ricordi della generazione che negli anni Ottanta ascoltava DJ Television e girava con il Ciao; quella che, passata la propria “notte prima degli esami”, si è ritrovata davanti ai portoni del Bo senza sapere cosa avrebbe trovato ma si è subito gettata tra “le braccia di nostra madre Goliardia”. Questo testo è come l’appello del primo giorno di scuola, è il registro di classe di quei ventenni patavini, per nascita o per adozione universitaria, che non hanno mai smesso di cantare “I Goliardi hanno sempre vent’anni”.
Può funzionare bene per studenti e un approccio facile.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.