A mio padre piaceva tanto ricordare e parlarmi della fame. Soprattutto a tavola quando lasciavo il cibo nel piatto. Lui sosteneva che sapere cosa vuol dire avere fame, la fame vera, non il leggero languorino che scambiamo per fame ogni volta che ci sediamo a tavola o quando semplicemente decidiamo di entrare in un bar per bere un cappuccino o mangiar un tramezzino, quella che ti crea il vuoto allo stomaco, che ti fa inghiottire saliva a vuoto, che ti toglie le forze e ti fa girare la testa, insegna a vivere e capire il valore delle cose. A dieci anni aveva iniziato a fumare e a dormire per strada. Credo che il dormire per strada lo avesse fortificato. Oggi per strada dormono i barboni, i senza tetto, i diseredati, i negletti della Società. Lui dormiva per strada semplicemente perché mia nonna ad una certa ora chiudeva la porta di casa. Il fumo poi. Me lo immagino a dieci anni con la sigaretta in mano. Doveva essere un piccolo malandrino, un delinquentello di quelli che adesso si vedono nei sobborghi poveri delle metropoli, ma buono. Non l’ho mai visto fumare e faccio fatica ad immaginarlo così. È un altro padre, un altro uomo, qualcuno che non ho mai conosciuto.
EAN
9788855001540
Data pubblicazione
2021 05 14
Lingua
ita
Pagine
164
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Peso (gr)
100
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