Priva di ogni significato ontologico e deontologico, la vita viene a essere defraudata dalle sue antiche origini. In primis, solo l'uomo pecca tra tutti gli esseri animali e vegetali per una precisa ratio che lo caratterizza: è l'unico essere vivente che conosce la drammatica fine del suo cammino: la morte! Ogni individuo deve allora poter fare delle scelte che esigono una certa coscienza di libertà. A prevalere però è qui la nozione di vita senza la possibilità di fuga. Neanche la rievocazione della madre come "imago della fatal quiete" riesce a consolare e a confortare i suoi figli e le sue figlie. I pensieri divengono linee immaginarie pronte a segnare in ogni cuore un'improvvisa illuminazione che si completa nella sublimazione della bellezza della natura. È la stagione estiva, della canicola e del profondo meriggio che richiama l'uomo ad agire contro questo misterioso torpore. La contingenza dell'esistenza è assoluta. Non c'è alcuna causa, alcuna ragione, né alcun fondamento ontologico nell'esistenza se non il suo semplice esistere e la sua assoluta necessità.
EAN
9788855121620
Data pubblicazione
2021 05 11
Lingua
ita
Pagine
59
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
148
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