Il mondo mediterraneo è stato inteso per secoli come "camera iperbarica" in cui la produzione di immagini idilliache, da parte dei viaggiatori del Grand Tour, ha condotto negli abissi la sua reale vicenda architettonica, figlia di compromissioni dello spazio. Il saggio presentato ha definito la costruzione di un (contro-)Atlante all'interno del quale le architetture hanno agito per traslazioni aggiornando, in funzione dello spazio, la nozione di geografia. Il testo indaga tale "sconfinamento" attraverso il tema dell'abitare borghese, cercando un principio logico tra il Mediterraneo e le architetture di Palladio, Rossi e Märkli, unite da un sistema di distanze invisibili in grado di dimostrare la temporaneità delle "mappe". Se è vero quindi che la costruzione dello spazio modifica le carte geografiche è lecito chiedersi in questo senso dove il Mediterraneo finisca, domanda alla quale si è voluto trovare risposta per mezzo del progetto d'architettura e dei suoi fenomeni compositivi.
EAN
9788855180634
Data pubblicazione
2020 11 18
Lingua
ita
Pagine
242
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
242
Larghezza (mm)
172
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
425
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Camere azzurre. Costruzione di un'antologia mediterranea: da Palladio a Peter Märkli—