Il tema della selva è fondamentale nella “Divina commedia”, come tutti sanno sin dai primi versi. Ma se la “selva oscura” è allegorica, dato che è usata per alludere a una condizione di pericolo soprattutto morale, e dipende, probabilmente, dall’imitazione del modello di Virgilio, nel corso dell’opera Dante descriverà altre selve, con particolari ben più realistici, in negativo (la selva dei suicidi) o in positivo (il bosco dell’Eden). In un percorso avvincente fra le varie cantiche, possono essere dunque messi a fuoco non solo i rapporti di Dante con la Natura, figlia di Dio, in particolare con alberi sacri (come quello del Bene e del Male) o inventati, ma per di più i modelli narrativi usati dal poeta per rappresentare l’Aldilà insieme al nostro mondo. Questo breve saggio, firmato da uno dei più illustri conoscitori di Dante, illuminerà da una prospettiva inedita la grandezza della “Divina commedia”, un’opera che come nessun’altra contiene spunti per continuare a essere attiva nel tempo: uno dei pochi classici che viene ancora citato e reinterpretato in tutte le arti.
EAN
9788855231169
Data pubblicazione
2021 09 09
Lingua
ita
Pagine
120
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
125
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
184
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Le selve di Dante. Piante sacre e boschi fatali nella «Divina Commedia»—