L’apparire dei fenomeni dipende sempre dalla calma adeguazione dell’intuizione a uno o più conferimenti di senso? Consegue alla sua misurata insufficienza rispetto a loro? O piuttosto alcuni fenomeni – quelli saturi – appaiono grazie a un irriducibile sovrappiù dell’intuizione rispetto a tutti i concetti e i conferimenti di senso che gli si vorrebbe assegnare? La questione, emersa dal principio «tanta riduzione, quanta donazione» (in Riduzione e donazione. Ricerche su Husserl, Heidegger e la fenomenologia, 1989), conduce a identificare la donazione come dispiegamento di ciò che si d(on)a e di ciò che si mostra (con Dato che. Saggio per una fenomenologia della donazione, 1997). Ottenuto quel guadagno, rimangono da studiare i quattro tipi di fenomeni saturi come tali: l’evento (saturazione secondo la quantità), l’idolo – il quadro (saturazione secondo la qualità), la carne (saturazione secondo la relazione) e infine l’icona – il volto d’altri (saturazione secondo la modalità). A quel punto, si può anche pensare di affrontare lo studio della loro combinazione in ciò che si può considerare fenomeno saturo all’ennesima potenza, paradosso dei paradossi – il fenomeno di rivelazione. In questo caso, rispondendo a una feconda critica di Derrida, si tratta di interpretare i tre momenti della teologia mistica (affermazione, negazione, iperbole) non solo come realizzazione di un fenomeno saturo esemplare, ma come reiterazione di ogni fenomenalità dell’eccesso. Del sovrappiù, quindi, perché si tratta dell’eccesso del d(on)ato che si mostra e perché si tratta di esporlo una volta di più.
EAN
9788855293440
Data pubblicazione
2025 05 09
Lingua
ita
Pagine
268
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
211
Larghezza (mm)
151
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
326
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