Narrando della Grande Dea Madre si è inteso rivitalizzare la coscienza contemporanea sull'inscindibile legame umano con l'òikos primario, ovvero con la nostra prima casa, cioè la Natura di cui la donna è custode e prima garante. Proprio in tale promessa, s'innesta l'arcaico culto della Grande Dea di cui ogni donna conserva la memoria atavica, foriera di una società non più basata sulla competizione e sulla prevaricazione di genere, ma sulla concordia degli opposti, pur nel rispetto della loro diversità costitutiva. Ne deriva l'analisi di un modello ancestrale su base universale, culturale e cultuale nonché iconografico (spirale, chevron, uovo, svastica, clessidra, elibelinde, trapezio…) che ha dato vita a un impianto celebrativo che si è protratto nel tempo e di cui ancora ci è dato goderne l'eredità simbolica. Eredità, tanto più avvalorata dal portato storico e archeologico, che ci conferma come le prime rappresentazioni divine create dall'umanità in tutto il globo terrestre avessero sembianze esclusivamente femminili: la donna che incarna la forza creativa universale tramite il proprio potere procreativo, nutritivo e protettivo.
EAN
9788855354004
Data pubblicazione
2021 10 30
Lingua
ita
Pagine
224
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
205
Larghezza (mm)
143
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
305
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Una volta dio era femmina. Il femminino sacro dalla gilania al patriarcato—