Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Le poesie di Maddalena sgorgano da una voce interiore che ha bisogno di cominciare a dire, di cominciare a sussurrare, di cominciare a trovare nella luce del canto, la voce della sua poesia che si fa lievito che nutre gli spazi bianchi che pian piano sgorgano attraverso linee flessuose di significati, connessi alle parole e alle cose. E “Diario delle cose perdute” è il titolo della silloge di poesie di Maddalena Iodice che accompagna il lettore verso la volontà di capire, esplorare, verificare, apprendere di continuo dai campi dell’esperienza umana e interiore. (dalla prefazione di Giuseppe Lagrasta)
Dentro trovi soprattutto imparare giocando.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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