L’uomo è l’unico animale che ha occupato la quasi totalità del mondo, con l’eccezione degli ecosistemi più estremi. L’uomo è anche, secondo la fortunata ed abusata definizione di Aristotele, l’animale parlante: cioè l’animale che, più di ogni altro, ha sviluppato un sistema di comunicazione creativo. È possibile stabilire un nesso tra queste due specificità? Questo volume, che rappresenta il seguito naturale di Dialoghi sulle lingue e sul linguaggio (Pàtron, 2011), ripercorre alcuni aspetti cruciali del percorso di sviluppo della facoltà di linguaggio, prendendo le mosse proprio dalla sua presunta unicità nell’ambito del regno animale. E mostrando come le abilità cognitive su cui essa si fonda e che paiono il requisito essenziale per la cosiddetta ‘onnipotenza semantica’ delle lingue umane non siano in realtà caratteristica esclusiva della nostra specie. Naturalmente, la possibilità di ripercorrere a ritroso le storie delle lingue storico-naturali e di ricavare, da esse, elementi in grado di supportare i dati biologici e paleoantropologici nella ricostruzione della genesi della facoltà di linguaggio deve tener conto degli oggettivi limiti di documentazione, dell’evidente squilibrio nella sua distribuzione areale (con il conseguente sbilanciamento a favore di alcune realtà linguistiche, a partire dalle cosiddette ‘lingue classiche’) e del ruolo, cruciale, della scrittura, che, nascendo indipendentemente dalle lingue, quando ne incontra la storia contribuisce ad accrescere il loro potenziale. Questi - e altri - temi vengono affrontati nel volume in una prospettiva interdisciplinare, attraverso la condivisone di dati e modelli di analisi provenienti da ambiti del sapere diversi. Scritti di Federico Condello, Pierluigi Cuzzolin, Paolo Di Giovine, Fabio Di Vincenzo, Stefano Gensini, Gabriele Iannàccaro, Paolo Leonardi, Giorgio Manzi, Simone Masin, Glauco Sanga, Aldo Tollini.
EAN
9788855532273
Data pubblicazione
2013 08 01
Lingua
ita
Pagine
232
Tipologia
Libro in brossura
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