Nel 1948 Israele proclamava la sua indipendenza. Nasceva lo Stato nel quale il Nuovo Ebreo sarebbe stato libero e in pace, avrebbe creato istituzioni democratiche, aperto le porte a tutti coloro che avevano sofferto, con la promessa che mai più l'antisemitismo li avrebbe inseguiti. Un esercito di cittadini, un'aviazione ultramoderna, un arsenale nucleare li avrebbero liberati da ogni nemico. Invece i nemici ci sono sempre e la pace è ancora lontana. Sessant'anni dopo la sua nascita, Israele non ha ancora frontiere definite e riconosciute. L'occupazione della Cisgiordania palestinese ne sta avvelenando l'essenza laica e democratica. La frizione quotidiana tra modernità e oscurantismo, pacifismo e militarismo, fra l'ebreo cosmopolita e quello tribale, impediscono al sogno nazionale di realizzarsi fino in fondo. Questa è una storia di capi e di generali, di fedi incrollabili e grandi battaglie. Ma è anche un racconto di donne e uomini senza volto che dubitano, odiano e amano; ingranaggi di una tragedia condivisa con altri, sconosciuti come loro, ma palestinesi. Gente comune la cui vita non è giusta o sbagliata in sé; gente che semplicemente non sa come "fermare la faccenda che ci ha impigliati e ha impigliato così tanto il nostro futuro".
EAN
9788855800303
Data pubblicazione
2008 04 30
Lingua
ita
Pagine
251
Tipologia
Libro in brossura
Come si presenta questo libro
Una storia da seguire con facilità
Un titolo pensato per chi cerca una storia ben costruita, con un ingresso abbastanza naturale nel mondo del libro e nella voce narrativa.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto storia, politica e società.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per lettori interessati all'attualità e alla storia e chi cerca contesto e interpretazione, con un tono facile e argomentativo e un approccio facile.
Ideale per
Ideale per chi ama la narrativa
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.