Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Nel 1944, coraggiosamente, una donna italiana scelse la vita per la creatura che portava in grembo, conseguenza di uno stupro di un militare nazista. Nonostante l'inferno intorno a lei, quella donna riuscì a tornare a casa. Ma fu proprio qui che dovette sopportare il più tremendo dei dolori e la più grande delle sofferenze. Morì dopo 10 anni, rinchiusa dai familiari in ospedale psichiatrico. (...) Quella neonata, salvata dal sacrificio personale di un deportato di Mathausen, il cui nome era Giuliano Pajetta, oggi può parlare e raccontare una storia bellissima e unica. Dopo 60 anni, quella neonata dà voce a sua madre.
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