Una lettura da vivere pagina dopo pagina
In questo libro di delizie e di orrori c'è il giardino notturno della gioia senza spine in un'infanzia lieve, in un passato che non si giudica, e c'è il rumore bianco del dolore. È una sorta di bildungsroman controcorrente dove, a ogni stazione, la protagonista perde un pezzo di se stessa, per poi ritrovarsi e riperdersi. In tralice, mascherato tra i cespugli, c'è la figura di un papà così vicino e così lontano: una porta chiusa sullo stesso pianerottolo. Ci sono i ricordi, quelli buoni, disseccati dalla schiuma dei giorni, nel tempo, ore infinite.
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